CFA FIGC sez. IV  CU 36 del 27.10.2020 – Caratteristiche della manifestazione di discriminazione razziale (ai sensi dell’art. 28 CGS)

QUESTIONE: La Corte Federale d’Appello della FIGC è stata chiamata a rispondere al quesito se un solo insulto discriminatorio non percepito dai partecipanti alla gara possa integrare la violazione dell’art. 28 c. 4.

MASSIMA:

Ai sensi dell’art. 28 c. 4 secondo periodo CGS un solo insulto neppure constato dal soggetto passivo, non comporta la sanzione dela società, per responsabilità oggettiva, per grida o ogni altra manifestazione espressione di discriminazione.

La norma richiamata fa riferimento per la punibilità dell’evento alle seguenti azioni: cori, grida o manifestazione che per dimensione e percezione reale del fenomeno, sia espressione della discriminazione.

Il fatto esaminato dalla Corte non era riconducibile in nessuno di queste azioni. In particolare l’unico insulto non può essere sussunto a manifestazione che per dimensione e percezione reale del fenomeno, sia espressione della discriminazione.

Per esserci discriminazione è necessario che l’insulto sia percepito dai soggetti partecipanti alla gara.

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